
La mattina inizia male, magari ti alzi già stanco, di malavoglia, oppure ricevi un paio di brutte notifiche sul cellulare, un commento sui social che non ti piace, oppure ancora una risposta acida da parte di un familiare.
Bastano pochi secondi e il tuo umore crolla, la tua energia svanisce e il resto della giornata viene rovinato da questa unica esperienza…
Ti suona familiare?
Sei appena diventato prigioniero di qualcosa che non sta nemmeno più accadendo, che già appartiene al tuo passato.
La Maggior parte delle persone vive in questo stato di schiavitù emotiva perenne, una schiavitù molto più sottile della schiavitù fisica, molto più difficile da vedere e da accettare ma, appena ci si pensa, ci si accorge che è così.
In questa condizione si sviluppa l’incapacità di scegliere come reagire agli eventi della Vita, si perde il controllo e si vive di risposte automatiche apprese chissà quanto tempo fa e spesso inadatte a risolvere conflitti e situazioni problematiche.
Hai presente il detto “la vita è 3% quello che ti accade e 97% come scegli di reagire?”
Molto bello, ma quando sei preda delle risposte emotive automatiche, non sei tu a scegliere come reagire, sei come una marionetta mossa da fili emotivi che chiunque può tirare a suo piacimento, casualmente o consapevolmente.
Sei in balia dei venti degli eventi.
Hai perso completamente il controllo della tua vita senza nemmeno rendertene conto.

Ora immagina una persona sempre tranquilla, serena, immune a tutto ciò che le accade. Mentre tu passi giorni a rimuginare una critica, quella persona semplicemente va avanti, passa oltre…
Mentre tu esplodi per una provocazione, quella persona mantiene la calma e sorride serenamente.
Questa persona è completamente Libera. Ha il controllo della sua vita e sceglie sempre come reagire.
Forse conosci una persona così… forse nella tua vita l’hai incontrata e, come me, l’hai invidiata moltissimo.
Che grande dono “hai pensato”, “com’è fortunata”…
Ma è veramente così? Si tratta davvero di un dono? Solo fortuna?
E se invece fosse un’abilità che si può apprendere?
Diventando più grande mi sono accorto che sono molte le abilità che possiamo sviluppare e che le persone “là fuori” chiamano doni.
Chiamarle doni è un modo comodo di arrendersi: o ce l’hai o non ce l’hai. Pensare di porter sviluppare questa abilità implica invece un impegno, un percorso, una voglia di evolvere… ma si sa bene che il 99% delle persone vivono nella pigrizia, nella paura… e, senza nessuna voglia di evolvere, gli resta solo l’inerzia del Sopravvivere.
I SUPERVIVENTI invece vogliono risvegliare in sé stessi sempre nuovi SuperPoteri (o, come le chiamano in giro, meta-abilità, abilità trasversali, soft skills, abilità universali)
Ma quanto è più bello chiamarli SuperPoteri?
C’è un segreto, un processo per risvegliare un SuperPotere e inizia col dargli un nome. In principio fu il verbo…

Noi possiamo fare esistere nella nostra mente solo cose per le quali abbiamo una parola. Pensa alla parola luce, elettricità, milf. Senza queste parole non sarebbe possibile parlare di questi concetti ma ci basta accordarci su una parola ed ecco che possiamo dire e capire tante cose attraverso un unico breve suono. Lo stesso accade per i SuperPoteri.
Passare da Doni a SuperPoteri che possiamo risvegliare in noi stessi, opera una grande ristrutturazione della nostra realtà e rende possibile qualcosa che prima era impossibile.
In questo momento non potresti ricevere uno di quei doni che vengono dati solo alla nascita, ma di certo puoi sviluppare nuove abilità.
Quali abilità vuoi sviluppare?
Ed ecco che torna in gioco la parola, questo potere di creazione incredibile che noi tutti possediamo e che usiamo sempre troppo poco.
Come possiamo chiamare la capacità di restare sempre calmi e tranquilli di fronte ad ogni situazione e di scegliere la migliore strategia per affrontare anche le situazioni più terribili?
Il nome potrebbe essere “consapevolezza costante” e, come tutte le parole nuove, richiede ora di essere spiegata. La cosa bella è che, una volta appreso bene questo concetto, ci basterà usare queste due parole per richiamare istantaneamente alla mente tutto quello che hai ascoltato finora e che ascolterai nei prossimi minuti.
Per diventare ancora più efficiente si potrebbe inventare una parola sola e più corta, come “costanpevolezza” o “costantezza”, ma non voglio esagerare… non ancora 😊
Le persone comuni pensano che sentirsi influenzati dagli eventi sia naturale e addirittura una prova di umanità. Dopotutto come si può restare indifferenti a un avvenimento tragico, a una sventura, una malattia, una morte? Se tenti di mascherare i tuoi sentimenti, stai fingendo. E se non hai sentimenti, sei un mostro insensibile.
Questa è una trappola ordita da un sistema che fa leva sui sensi di colpa.

Ragioniamo insieme: quando permetti a eventi esterni di determinare il tuo stato interno, non sei autentico, sei controllato.
Ogni volta che qualcosa fuori definisce come ti senti dentro, cedi un pezzettino di libertà. Molte persone cedono così tanti pezzi di libertà che rimane molto poco se stesse.
Ogni volta che qualcosa fuori definisce come ti senti dentro, permetti a un qualche sistema di controllarti.
Pensa all’ultima discussione che hai avuto, quante ore dopo stavi ancora mentalmente ribattendo all’altra persona coinvolta? In queste ore dev’era la tua mente? Non era forse prigioniera del passato?
Vivendo e rivivendo qualcosa che era già terminato, non stavi vivendo la tua vita, non avevi il controllo, venivi come “rapito” e la tua mente veniva usata per altro, per un qualche sistema emotivo basato su rimorsi, rancori e sensi di colpa
In Risveglio parliamo spesso dei sistemi (o pendoli, vampiri energetici, ragnatele) e più pezzi del puzzle colleghi e più si chiarisce la visione d’insieme, così da comporre una mappa precisa per riprenderti il controllo sulla tua vita.
Esiste una differenza enorme tra sentire emozioni ed essere controllati da queste, tra riconoscere qualcosa che ti influenza e permettere che questo definisca chi sei. La libertà non viene dall’assenza di sentimenti, dall’indifferenza o dalla finzione, ma dalla capacità di scegliere consapevolmente come relazionarsi con essi, come reagire.
Immagina di avere il “SuperPotere” di ascoltare una critica e decidere se merita la tua attenzione, la tua energia. Di subire un’aggressione e avere il potere di scaricare tutto a terra, di non farti toccare, di reagire perfino ridendo. Di affrontare una crisi e mantenere la calma e la chiarezza mentale che servono per gestire tutto al meglio invece di “panicare” e combinare disastri spesso irrimediabili.
Questa non è insensibilità o indifferenza, è MAESTRIA emotiva, un’arte che anche Tu puoi padroneggiare se sei disposto a metterti in gioco.

Se davvero fosse possibile scegliere di NON essere influenzati da fattori esterni, sarebbe folle continuare a consegnare le redini emotive in mano a chiunque o qualsiasi situazione. In risveglio scopri che è possibile e che farlo, tutto sommato, è semplice, basta solo applicare sistematicamente il metodo, per un periodo, fino a che il processo diviene automatico, integrato, come guidare l’auto o andare in bicicletta.
Se hai vissuto qualche evento traumatico, forse anche tu hai sperimentato quella strana sensazione di essere spettatore di quello che stava avvenendo. Eri presente nella vicenda, ma per qualche ragione ne eri anche distaccato. Eri sia protagonista che spettatore.
A me è capitato facendo un incidente in auto, guidavo io e a bordo avevo 4 Amici. Fondo bagnato, auto usata mezza scassata e sbando in curva andando a sbattere proprio contro un muretto che mi entra in auto e mi spacca letteralmente in due. Bacino piegato a metà e rotto in 4 punti.
Ricordo chiaramente, come se avessi visto un film, che mi preoccupo dei miei amici, scendo per primo dall’auto e, in qualche modo che la fisica fatica a spiegare, estraggo i miei 4 amici dalla macchina. Solo quando li vedo sani e salvi, mi accorgo di avere qualcosa di rotto e cado a terra.
Ricordo tutto vividamente, l’ambulanza, le parole che mi hanno detto, il terrore di non riuscire a muovere più le gambe, tutto vissuto con estremo distacco e serenità.

Le parole non bastano per descrivere esattamente quello che ho provato ma fu in quel momento che sperimentai per la prima volta questa incredibile capacità che abbiamo e che emerge in momenti di emergenza.
Ma se poteva emergere in quel momento, forse avrei potuto farla emergere anche in altri momenti della mia vita. Grazie a quella lucidità mentale, ho gestito la situazione al meglio, in modo consapevole.
Gli esami, il ricovero in ospedale, i due mesi in trazione con la minaccia dell’intervento in agguato.
Ricordo benissimo che ero io a tirare su di morale gli amici e i parenti che mi venivano a trovare, che ero sereno e fiducioso che il mio corpo avrebbe recuperato senza bisogno di viti, bulloni e placche metalliche, e così fu… forse perché così avevo deciso…
In molti altri momenti della mia vita ho fatto ricorso a questo SuperPotere, ora sapevo di averlo. Quando qualcosa ti riesce per la prima volta dopo tanti tentativi, forse non riuscirai subito a replicarla sempre, ma la consapevolezza di avercela fatta una volta fa sì che tu riesca sempre più spesso, fino a quando diventa naturale farlo senza sforzo.
Così funzioniamo: attraverso la ripetizione possiamo costruire nuovi sentieri nella mente e nel corpo e scegliere noi come reagire in ogni situazione.
Ogni volta che mi sono dimenticato di questo SuperPotere e ho reagito di impulso, me ne sono pentito.
Ogni volta che mi sono fatto rapire da un film di eventi, sono diventato comparsa inconsapevole, carne da macello.
Ma ogni volta che mi sono ricordato che posso essere protagonista e regista della mia vita, tutto è andato per il meglio. Anche dalle situazioni peggiori ho saputo estrarre il meglio che si poteva e trasformare le difficoltà in opportunità è diventato per me naturale.
Immagina di essere all’interno di una tromba d’aria, tutto intorno a te gira velocissimo, solleva le auto e le scaglia lontano, distrugge le case e semina terrore…
…ma dove sei tu, nell’occhio del ciclone, tutto è calmo, tranquillo(!)

Da quel punto privilegiato di osservazione, hai la visione di insieme che ti serve per reagire al meglio a quello che sta accadendo. Dentro sei al sicuro, è solo fuori che esistono i venti forti, ti basta non uscire, non lasciarti scagliare lontano.
Le persone comuni vivono all’esterno e sono in balia di venti più forti di loro, i SUPERVIVENTI vivono sempre all’interno, imperturbabili, consapevoli delle loro emozioni e liberi di cavalcarle come un surfista cavalca le onde, invece di lasciarsi sommergere come tutti gli altri.
Quando ogni problema sembra una tragedia, una catastrofe, quando ogni critica suona come una sentenza di Morte, un rifiuto, quando ogni aggressione ti trova indifeso e disarmato e magari reagisci con violenza non avendo altri strumenti, oppure subisci passivamente le ingiustizie per PAURA di reagire, ricordati che non sei nel tuo centro ma che ci puoi tornare se lo vuoi…
Quando ritrovi il tuo centro, qualcosa di magico accade: senti la PACE e la quiete che ti permettono di fare qualsiasi cosa, di reagire in modo strategico, controllato, consapevole.
E se decidi di reagire con rabbia, così sia, ma che sia una scelta libera e una rabbia controllata, bene indirizzata, con uno scopo, magari proprio quello di farti rispettare come meriti.
La differenza tra chi vive preda di ansia, paure e insicurezza e chi invece vive sereno e felice, non è nell’assenza di problemi, ma nella capacità di radicarsi nel proprio centro, di centrarsi, e di gestire tutto per quello che è, una situazione temporanea.
Fare azione dal centro, “centrazione”, eccola la parola, mi piace, da oggi in poi la Centrazione sarà l’arte, la maestria di fare azione dal centro. La userò nella vita, così come negli scacchi, così come nelle arti marziali: lasciare agire il centro.
Il centro è saggio, il centro è sereno, il centro è consapevole e sa cosa fare, dobbiamo solo lasciarlo agire. Se ti stimola questo strumento, se ti stuzzica questa idea, se vuoi sviluppare anche tu questo SUPERPOTERE…
ci vediamo in Risveglio:
https://lavocedellaricchezza.it/app/public/product/1799?ref=13



2 risposte
L’idea della ‘Centrazione’ come SuperPotere mi ha colpito è un concetto semplice ma potentissimo, che rende chiaro come possiamo davvero scegliere come reagire agli eventi. Le tue parole e le tue tracce mi accompagnano ogni giorno e mi aiutano a ritrovare il mio centro anche nei momenti più difficili. Grazie di cuore per quello che condividi e per l’ispirazione che regali a chi, come me, ha deciso di evolvere e riprendere il controllo della propria vita.
Grazie a te per questo prezioso feedback 🙂